La storia, le Persone

 

 

Dal 1953 ... banca di Persone.

 

La Banca di Credito Cooperativo di Barlassina Società cooperativa nasce il 14 marzo 1953 come “Cassa Rurale ed Artigiana” da un progetto comune di operatori del credito e dell’artigianato locale, allora sostenuti da sacerdoti e politici illuminati, da gente semplice e intraprendente, per contribuire allo sviluppo economico e sociale della propria terra. “Brianza di mezzo”, tra Como e Milano, tra la Brianza orientale e quella occidentale. Con centinaia di altre banche cooperative "consorelle" in Italia siamo parte viva di una storia importante al servizio del Paese e delle Comunità locali che dura da quasi centoquarant’anni (1883).

L’”intaglio” è la peculiarità di Barlassina, da sempre all’interno della filiera del mobile. E' quest'attività che ha caratterizzato, con fasi alterne, la zona. Variegata e diffusa è sempre stata da queste parti la presenza di piccole imprese, spesso di natura familiare, capaci comunque in molti casi, con creatività e tenacia, di afffermarsi anche fuori dai confini nazionali. Un tessuto economico e produttivo da molti anni ormai in profondo cambiamento, per ragioni obiettive, ma sempre orgoglioso delle proprie origini.

Per affinità ideale e realismo, fin dall’inizio, in quel lontano 1953, i promotori non hanno dubbi sulla scelta del tipo di istituto di credito: vogliono realizzare una Cassa Rurale ed Artigiana, ispirandosi ai principi di Mutualità, Cooperazione, Prossimità, servizio al Territorio, alle Famiglie, alle Piccole e Medie Aziende, agli Enti e ai corpi intermedi no-profit. Principi che hanno fondato “La Cassa” di allora e che, riattualizzati in varie forme, fondano l’agire dell’odierna Banca di Credito Cooperativo di Barlassina.

Quando, dopo tre anni dalla formulazione del progetto, si giunge finalmente all’atto costitutivo della banca davanti al notaio, quattordici risultano essere i sottoscrittori residenti a Barlassina: tredici di 13 di loro esercitano attività come artigiani, uno è impiegato. Nella medesima riunione si procede alla elezione del primo Consiglio di Amministrazione, che risulta così composto: Giovan Battista Vismara, presidente; Carmelo Turati, vice presidente; Francesco Cereda, Luigi Fossati, Mario Ercole Grisoni, Pietro Radice e Francesco Citterio, consiglieri. Vengono anche eletti i componenti del primo Collegio Sindacale nelle persone di Paolo Erba, Luigi Fumagalli e Angelo Redaelli. Primo direttore della neonata C.R.A.: Franco Cesana. La prima sede della Cassa è costituita da due locali che si affacciano su piazza Cavour, uno dei quali (vero cimelio storico) ospita oggi un frequentato ATM Bancomat nel centro della piazza.

La fine del 1963 e la prima metà del 1964 sono caratterizzati da due avvenimenti significativi per la vita della banca: il presidente Giuseppe Sanvito - che ricopre questa carica dal 1959 al 1976 - partecipa a Roma alla costituzione di Iccrea, l’Istituto Centrale delle Casse Rurali e Artigiane, mentre l’associazione di categoria Unione Regionale Cooperative di Credito si trasforma in Federazione Lombarda delle Casse Rurali ed Artigiane, con sede a Milano. Nel 1965 la “CRA” di Barlassina assume l’incarico di svolgere attività di Tesoreria per il Comune di Misinto: è il primo – che per molti anni rimarrà unico – accenno di espansione sul territorio extra-barlassinese. Tra il ‘69 e il ’70 entrano in Cassa Rurale i dirigenti che saranno tra i protagonisti del rilancio, a partire da Mario Beretta e Claudio Caspani, mentre il triennio dal 1976 al 1979 è caratterizzato dalla presidenza di Giuseppe Vella. Il 1979 è anche l’anno inaugurale della nuova moderna sede di Via C. Colombo a Barlassina, originale connubio di arte, artigianato e architettura, che oggi ospita, tra le altre, opere di Emilio Longoni, Mario Asnago, Valentino Vago, Beatriz Cazzaniga, Claudio Borghi, oltre che di altri giovani artisti contemporanei. La nuova sede segue le precedenti di Piazza Cavour (1953) e di Via Piave (1961).

Nell’aprile 1982 diventa presidente della Cassa Enrico Belloni, che di lì a pochi mesi sarà eletto nel Consiglio di Amministrazione della Federazione Lombarda delle Casse Rurali ed Artigiane, ricoprendo tale incarico per nove anni. Negli anni Ottanta e Novanta sarà la coppia Belloni/Beretta a contrassegnare il periodo di maggior sviluppo dell’allora Cassa Rurale ed Artigiana di Barlassina, destinata a diventare, con la riforma del ’93-’94, “Banca di Credito Cooperativo”. In modo particolare, sotto la guida operativa del Direttore Generale Mario Beretta, la piccola banca locale raggiunge rilevanti traguardi di patrimonializzazione e redditività, sviluppo territoriale (è dell’82 l’apertura della prima filiale a piena operatività al di fuori del Comune di Barlassina: nella Frazione di Baruccana di Seveso). Una crescita che prosegue costante nei decenni, fino ad assumere l’attuale ragguardevole dimensione nel panorama delle centinaia di piccole banche locali del Credito Cooperativo nazionale e lombardo.

L’avvio del nuovo secolo e l’avvento della nuova Moneta unica, l’Euro, vedono la banca impegnata nello sviluppo delle dimensioni e dell’operatività di una moderna Area Finanza, nell’ampliamento della Sede, nell’avvio di nuovi insediamenti in comunità limitrofe alla cintura milanese. Un deciso rafforzamento degli “asset” di Bilancio caratterizzano la direzione generale (1997-2006) di Pierantonio Bertolio e la presidenza (2000-2003) di Vittore Citterio , alla cui presidenza succede, dal 2003 al 2012, l’ex direttore generale Mario Beretta.

L’arrivo nel 2007 del nuovo Direttore Generale Giorgio Porro, e, successivamente, la nomina a Presidente di Roberto Belloni coincidono con un notevole processo di potenziamento organizzativo, teso a dotare la banca di una struttura e di una cultura capaci di reggere le notevoli sfide della complessità normativa e della globalizzazione dei mercati del nuovo Millennio, in contesto non facile, caratterizzato da grandi crisi finanziarie mondiali e da sempre più pressanti processi normativi e direttive delle autorità europee e nazionali in ambito finanziario e assicurativo.

Dieci anni più tardi, tra il 2015 e il 2017, si staglia all’orizzonte l’ennesima grande sfida: la “Riforma del Credito Cooperativo” (L. 49/2016), voluta dal Legislatore con l'obiettivo di rafforzare e sempre meglio efficientare le banche di territorio e tra queste le BCC, mentre anche le cugine “Popolari” affrontano la rivoluzione, non meno impegnativa, della trasformazione da società cooperative a società per azioni. Le BCC rimangono a questo punto le sole banche in Italia a portare la bandiera della “mutualità prevalente”: vere banche e insieme vere cooperative. Devono però aderire a un Gruppo bancario e sottoscrivere con lo stesso un patto di coesione. Il 19/5/2017, con il 97% dei voti espressi in sede assembleare, la Base sociale conferma l’adesione al Gruppo Bancario Cooperativo Cassa Centrale Banca, con sede legale e operativa a Trento. Il 16 Novembre 2018, un nuovo statuto, sempre approvato dall’Assemblea, rappresenta lo strumento fondamentale per rendere operativa e vincolante tale scelta, che vede i primi passi del neonato Gruppo (l’ottavo per dimensioni a livello nazionale) dall'1/1/2019.

Il 22 maggio 2021 l'Assemblea dei Soci elegge, per il secondo triennio consecutivo (2021/2024) i membri del Consiglio di Amministrazione e del Collegio Sindacale della BCC di Barlassina, il cui elenco è riportato al piede di questa pagina, confermando per la seconda volta alla presidenza del consiglio di amministrazione – e quindi alla rappresentanza legale della banca - il dottor Stefano Meroni.

Con l’approssimarsi del settantesimo compleanno della Banca (2023), il tema di fondo, la sfida delle sfide, rimane la capacità della nostra cooperativa di credito di coniugare tradizione e innovazione, attenzione alle singole persone e sostegno alle comunità e al territorio, efficienza e sussidiarietà, mutualismo e intrapresa. Progetti ambiziosi per la formazione permanente, una sempre più accentuata sostenibilità delle scelte, l’ampliamento della base sociale (a partire dal contributo essenziale dei giovani e delle donne), un modo nuovo e moderno di rispondere ai bisogni fondamentali (salute, formazione, cultura), anche attraverso nuovi soggetti, come la neonata “Groane Vita”, associazione mutualistica di assistenza di cui la banca è socio sostenitore … Tutto questo necessita di un soggetto bancario forte ed efficiente, in grado di difendere, con il concorso attivo dei nostri soci, clienti e collaboratori, i risultati patrimoniali, di qualità del credito, di efficienza organizzativa conseguiti nel corso della nostra storia e che in tanti ci riconoscono. Per noi “fare utile” è direttamente funzionale a fare cooperazione e sussidiarietà, perché non distribuiamo dividendi agli azionisti ma reinvestiamo la quasi totalità delle risorse prodotte nell’incremento del patrimonio - così da consentirci di espandere i livelli di credito per le imprese e le famiglie del nostro territorio – e in attività di beneficenza e sostegno sociale. Questo vogliamo e sempre meglio continuare ad essere: dal 1953 banca di Persone.


     

Consiglio di Amministrazione

(in carica dal 24/5/2021)

Presidente

Stefano Meroni

 

Vice Presidente (Vicario)

Giuseppe Casella

 

Vice Presidente

Giuseppe Porro

 

Consiglieri

Marcello Citterio

   

Gianmario Di Meglio

   

Davide Erba

   

Marco Galanti

   

Fabio Mattavelli

   

 Mario Sedini

Collegio Sindacale

(in carica dal 24/5/2021)

Presidente

Enrico Maria Campi

 

Sindaci Effettivi

Giulio Maria Borghi

 

 

Gian Natale Renoldi

 

Sindaci Supplenti

Rossano Borghesan

 

 

Martina Radaelli

Direzione Generale

Direttore Generale

Giorgio Porro

 

Vice Direttore Generale (Vicario)

Giovanni Parravicini

 

Vice Direttore Generale

Roberto Bernasconi