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Dai primi mesi del 1950 il sindaco Meroni, sostenuto da un gruppo di
“promotori”, contatta la Banca d’Italia e l’Unione Regionale delle
Cooperative di Credito con lo scopo di poter costituire una Cassa
Artigiana sul nostro territorio.
Barlassina conta 3150 abitanti; la sua economia è basata in maniera
prevalente sull’artigianato del mobile: l’intaglio, la produzione di
sedie, salotti, mobili per radio, manufatti che vengono venduti sul
territorio nazionale, ma anche esportati. Si può, ad onor del vero,
affermare “ogni casa una bottega”. Vi trovano posto altre attività
commerciali e produttive nel campo alimentare, tessile, meccanico.
E’
l’immediato dopoguerra e l’economia procede con ritmi sostenuti.
Per
l’acquisto di materiale, delle attrezzature, per la costruzione di
laboratori idonei le imprese necessitano di credito. Per accedere ad un
istituto di credito ci si deve recare a Seveso dove già esistono la
Cassa di Risparmio delle Provincie Lombarde ed il Banco Ambrosiano
oppure a Meda, sede della Banca Popolare di Milano e del Credito
Italiano.
Per le necessità di esattoria ci si rivolge ai privati. Il 14
marzo 1953 con atto costitutivo n° 20219 nasce la Società
Cooperativa a responsabilità limitata “CASSA RURALE ED ARTIGIANA
di BARLASSINA”. La neonata CASSA RURALE ha un capitale sociale formato da un numero illimitato di azioni nominative da £ 1.000 (mille) ciascuna, “ma il socio -
indipendentemente dall’obbligo di versare l’importo delle azioni
sottoscritte - è responsabile per il pagamento dei debiti sociali fino ad
una somma pari a dieci volte il valore nominale delle azioni da lui
sottoscritte”. L’importo versato al 14/3/1953 ammonta a £ 460.000.
I
soci fondatori che compaiono nell’atto costitutivo sono 14; di questi,
13 sono artigiani “puri”, uno solo impiegato, il signor Luigi Meroni,
primo cittadino di Barlassina e “promotore” del nuovo istituto di
credito. Va sottolineato che, in prima istanza, i soci “promotori” erano
in numero più rilevante: 49 poi divenuti 43.
Alla stesura dell’atto costitutivo sono presenti 14 dei sottoscrittori.
DALL’ATTO COSTITUTIVO del 14 marzo 1953
CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE
Presidente: Vismara Gianbattista
Vice Presidente: Turati Carmelo
Consigliere: Citterio Francesco (Fondatore)
Consigliere: Radice Pietro (Fondatore)
Consigliere: Fossati Luigi
Consigliere: Grisoni Mario Ercole
Consigliere: Cereda Francesco
COLLEGIO SINDACALE
Sindaco effettivo: Fumagalli Luigi
Sindaco effettivo: Erba Paolo
Sindaco supplente: Redaelli Angelo
La sede della Banca trova posto in Piazza Cavour; occupa due locali che fungono
da ufficio, salottino clienti e archivio. Oggi è rimasto uno dei più frequentati
sportelli Bancomat. La sede, inaugurata il 26 e operativa dal 28 settembre 1953,
è un importante avvenimento per la comunità barlassinese. Si registra la presenza
delle Autorità, del Consiglio di Presidenza dell’Istituto, la benedizione dell’allora
Arciprete, don Francesco Gattinoni.
L’evento è sottolineato dal suono a festa delle
campane e da un breve articolo che appare sul Bollettino Parrocchiale del mese di
ottobre: “Da molto tempo si parlava di un Istituto bancario a Barlassina…” Queste
sono le parole che danno inizio all’articolo, proprio a sottolineare che da diversi
anni la comunità barlassinese si stava attivando per dotare il paese di un proprio
istituto di credito.
La Cassa Rurale inizia a muovere i primi passi e ha due soli
dipendenti: il signor Talamoni Carlo con funzione di impiegato ed il signor Tagliabue
Adelio con mansione di commesso. Viene accompagnata dal Credito Artigiano di Monza,
con funzione di supervisore, fino al 1958 quando, su invito della Banca d’Italia,
il Credito è costretto a lasciare la “filiale” di Barlassina. Inizia così il periodo
che chiameremo della “svolta”, dal 1959 al 1968, periodo in cui la Cassa Rurale
lavorerà per acquisire una maggior importanza sul territorio del paese.
Al vertice del Consiglio, come presidente, troviamo il Commendator Giuseppe Sanvito.
Da allora ad oggi la Banca vede succedersi
alla Presidenza del Consiglio di Amministrazione
il signor Giuseppe Vella, il
dottor Enrico Belloni, il signor Vittore Citterio,
il dottor Mario Beretta.
Nei primi anni Sessanta i locali di Piazza Cavour si rivelano inadatti ed insufficienti
allo svolgimento del lavoro che pian piano è andato incrementandosi; nasce così
l’esigenza di costruire una nuova sede.
Nel 1962 gli uffici della Banca si spostano nella nuova sede di via Piave. Dal
1969 all’avvento del nuovo secolo, la Cassa Rurale ed Artigiana di Barlassina
promuove costantemente il proprio rilancio. E’ per una felice congiunzione di
avvenimenti sociali ed economici, ma soprattutto per l’operosità e la tenacia
dei suoi uomini che raggiunge traguardi di notevole interesse. Nel
1994 cambia nome e prende la nuova denominazione di Banca di Credito
Cooperativo. Negli anni ’70 la Cassa Rurale si fa promotrice di manifestazioni
che vanno oltre l’attività del risparmio e del credito. Sono di questo periodo
una serie di sponsorizzazioni riguardanti l’attività ciclistica; viene ospitata
la settimana Ciclistica internazionale della Brianza ed una “notturna
barlassinese”.
Tra il 1976 e il 1979 giunge a compimento il progetto della nuova Sede di Via Colombo,
premessa alla successiva evoluzione da banca “monosportello” a banca “del territorio”,
con una rete di sportelli che, a partire dalla prima Filiale di Baruccana di Seveso
(1983) giunge oggi a coprire un’area operativa di una quarantina di Comuni nelle
province di Milano, Monza e Brianza, Como e Varese.
Dagli anni Ottanta è soprattutto il nuovo Auditorium “Sanvito”
ad ospitare eventi artistici, convegni pubblici di approfondimento,
mostre, testimonianze.
L’attenzione concreta alla cultura locale è inoltre testimoniata dal sostegno sempre
offerto all’opera e alla memoria di famosi “barlassinesi nel mondo”: tra tutti ricordiamo
la figura di Emilio Longoni, un protagonista della corrente pittorica del Divisionismo
negli anni a cavallo tra il XIX e il XX secolo.
Gli anni più recenti sono caratterizzati dalla crescita costante del numero di Filiali,
delle masse intermediate e dei mezzi propri, che portano oggi la Bcc di Barlassina
ad essere una delle più patrimonializzate Banche di Credito Cooperativo in Italia.
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